La rete del Sistema museale del Chianti e del Valdarno fiorentino si rafforza. Otto musei della Toscana intrecciano obiettivi e strategie in un unico sistema di promozione e valorizzazione della cultura diffusa

Dettagli della notizia

Le amministrazioni comunali del Chianti e del Valdarno fiorentino rilanciano il loro impegno per la promozione di percorsi e spazi espositivi accomunati da programmi di attività, campagne di comunicazione e promozione coordinate e condivise

Data:

11 Settembre 2026

Tempo di lettura:

Descrizione

Il Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino si presenta come un’unica realtà culturale aperta al territorio. Sei comuni toscani (Barberino Tavarnelle, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Reggello, Rignano sull’Arno, San Casciano in Val di Pesa), otto fucine culturali disseminate tra alcune delle più incantevoli colline fiorentine, nate all’interno di spazi museali, pievi, oratori, antiquari, rinnovano la propria rete per proporre un unico ed esteso percorso dell’arte e della cultura dalla marcata connotazione sociale. I grandi tesori medievali e rinascimentali del Chianti fiorentino, intesi tradizionalmente come patrimoni artistici custoditi all’interno di piccoli spazi espositivi, si mescolano alle tradizioni del Valdarno, ai saperi di un territorio che punta a valorizzare il paesaggio e le proprie emergenze architettoniche invitando alla scoperta di castelli, pievi, mulini. Due modi diversi di raccontare le proprie radici, di mostrarsi agli occhi del turista culturale, due identità dell’area fiorentina che continuano ad investire sul modello unitario di gestione e programmazione degli spazi museali rinnovando una convenzione pluriennale valida fino al 2030. L’iniziativa è stata presentata questa mattina, nella sede di Palazzo Strozzi Sacrati, dall’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti con Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano in val di Pesa (ente capofila), Sara Albiani, assessora alla Cultura San Casciano in Val di Pesa, Monica Toniazzi, assessora alla Cultura Greve in Chianti, Silvia Pecorini, assessora alla Cultura Figline e Incisa Valdarno, Adele Bartolini, assessora alla Cultura Reggello e Lucia Bencistà, coordinatrice del Sistema Museale Territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino.

Un progetto di ampie proporzioni, coordinato da un’unica direttrice responsabile, la dottoressa Lucia Bencistà, caratterizzato da attività coordinate di promozione e comunicazione, finalizzate alla diffusione dei patrimoni artistici dei sei Comuni attraverso un’operazione congiunta che abbina valorizzazione del patrimonio artistico e attività di promozione culturale e turistica. I grandi capolavori di Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Neri di Bicci, Andrea del Verrocchio abitano le chiese di campagna chiantigiana e valdarnese non più solo come opere da conservare ma come tesori vivi da conoscere e condividere, opere dunque che iniziano a dialogare fra loro e con il territorio.

“Quello compiuto dai Comuni del Chianti e del Valdarno, per una popolazione complessiva che si attesta sugli oltre novantamila abitanti – sono le parole del sindaco di San Casciano, ente capofila del progetto, Roberto Ciappi, a nome delle amministrazioni comunali aderenti – è un passo di particolare significato che dimostra cosa e quanto possono fare i Comuni per la cultura. Gli spazi espositivi del Sistema museale, piccoli grandi contenitori di opere d’arte di una vastissima parabola temporale, sono molto di più di una rete culturale, sono spazi pubblici tesi ad avvicinare il pubblico all’arte antica e contemporanea, sono motori sociali che raccontano e ripercorrono le nostre radici, luoghi che testimoniano la ricchezza e la storicità del patrimonio culturale dei territori del Chianti e del Valdarno. I musei trovano casa, infatti, all’interno di pievi millenarie, chiese, ville di campagna o strutture situate nei borghi storici. Il nostro intento è quello di potenziare la centralità delle opere, riservare una particolare attenzione alle esigenze della contemporaneità, sperimentare nuove tecniche comunicative che possano narrare, trasmettere emozioni, stimolare desiderio di conoscenza nelle nuove generazioni, attrarre cittadini residenti e visitatori. Crediamo che il Sistema abbia un’importante funzione legata al welfare delle nostre comunità e rappresenti uno spazio diffuso di innovazione ed inclusione sociale, volto a favorire la crescita culturale e la formazione di nuove professionalità”.

“Il rafforzamento di questa rete, - aggiunge la direttrice, nonché responsabile scientifica, Lucia Bencistà - oltre a favorire l’ottimizzazione delle risorse, mira alla valorizzazione e alla fruizione del bene culturale che deve essere trasmesso e sentito come patrimonio della comunità nell’intento collettivo di farne conoscere il valore di cultura ampia, estesa, diversificata e diffusa. I musei della rete condividendo obiettivi e finalità, diventano un unicum aperto al territorio, un luogo dove si tutela e un laboratorio vitale che produce idee e interventi tesi al coinvolgimento di cittadini e turisti, famiglie, associazioni, scuole”.

I musei consolidano il loro modello di gestione unitaria, fondato nel 2012. Il rinnovo della convenzione, stipulata questa mattina nella Sala Esposizioni di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, alla presenza dell’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, punta a rafforzare l'identità e il carattere unitario di un progetto che rilancia i piccoli spazi in una lettura inedita della geografia dell'arte di campagna’ che scaturisce dall'idea di promuoverne la ricchezza e la diversificazione attraverso l'utilizzo di strumenti, modalità, formule di comunicazione unitarie e omogenee e condivise. I musei propongono l'adozione di un orario il più possibile omogeneo e differenziato per area in modo da consentire al pubblico di poter programmare una visita completa in tutti i poli espositivi; progettano e realizzano nuovi strumenti digitali e cartacei di promozione tra cui guide, depliant digitali e cartacei, finalizzati a mettere in risalto le opere di grandissimo pregio conservate presso il sistema, concepito come un unicum territoriale, rinnovano il portale unico di riferimento in grado di coniugare le risorse e le ricerche prodotte negli ultimi anni, attraverso un’opportuna valorizzazione dei social networks.

Il Sistema museale realizza anche importanti azioni legate alla formazione e alla cultura digitale. Ha ottenuto infatti un finanziamento nell’ambito del Programma regionale Fondo sociale europeo FSE+ 2021-2027 attraverso la partecipazione al bando di rilevanza pubblica “Giovani professionisti crescono nei musei”. Grazie a questi fondi sono state impiegate tre giovani tirocinanti, specializzate in diversi settori fra cui didattica museale, restauro e storia dell’arte, intente ad intrecciare le loro competenze e a rafforzare il percorso di promozione culturale dei musei attraverso gli strumenti social. Da alcune settimane operano all’interno dei musei le tirocinantiMarianna Marcosano, Evelyn Monia Ferro e Clara Maurri, risultate vincitrici del bando indetto dal Sistema museale. Le giovani esperte sono impegnate nel tirocinio presso gli spazi museali del Sistema per lo svolgimento di varie attività tra cui l’inventariazione delle opere dei musei “Ghelli” e “Masaccio”, la diffusione mediante gli strumenti della cultura digitale, la creazione di nuovo materiale informativo e l’aggiornamento della guida ai musei.

Gli spazi del Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino sono i seguenti:

San Casciano Val di Pesa, Museo “Giuliano Ghelli” – Museo di rilevanza regionale
Barberino Tavarnelle, Antiquarium di Sant’Appiano
Barberino Tavarnelle, Museo d’arte sacra
Figline e Incisa Valdarno, Museo di Arte Sacra della Collegiata di Santa Maria Assunta

Greve in Chianti, Museo “San Francesco”
Reggello, Museo Masaccio d’arte sacra – Museo di rilevanza regionale
Reggello, Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa
Rignano sull’Arno, Pieve di San Leolino

Il Sistema museale annovera anche quindici luoghi di cultura e rilevanza del territorio tra cui a San Casciano Val di Pesa la Torre del Chianti, la Chiesa della Misericordia, Casa Machiavelli; a Barberino Tavarnelle il Museo “Emilio Ferrari” di cultura contadina di San Donato in Poggio, la Badia di San Michele Arcangelo a Passignano, la Cupola di San Michele Arcangelo a Semifonte, a Figline e Incisa Valdarno la Casa della Civiltà Contadina di Gaville, la Fondazione “Giovanni Pratesi”, Casa Petrarca; a Greve in Chianti il Complesso ecclesiastico della Pieve di San Leolino e dell’Oratorio di Sant’Eufrosino a Panzano; a Rignano sull’Arno la Pieve di San Piero a Perticaia; a Reggello il Complesso monumentale dell’Abbazia di Vallombrosa e il circuito delle Cappelle e Le Balze.

Inoltre nei territori del Sistema museale sono presenti otto aree archeologiche: a San Casciano Val di Pesa le aree del Ponterotto, della Tomba dell’Arciere a Bibbione, di Poggio la Croce. A Barberino Tavarnelle le aree di Semifonte-Petrognano e San Pietro in Bossolo. A Figline e Incisa Valdarno l’area della Rotta, a Greve in Chianti il Castellaccio di Lucolena. A Rignano sull’Arno il Castelluccio.

La nascita e le finalità del Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno

Le origini del Sistema museale risalgono al 2008 quando le precedenti esperienze, il Sistema Museale del Chianti fiorentino e la rete Cinque Verdi Terre di Toscana, si unirono. Successivamente, con la sottoscrizione della convenzione, datata 5 aprile 2012, le amministrazioni aderenti al Sistema delle Cinque Verdi terre di Toscana e al Sistema Museale del Chianti costituirono il Sistema Museale Territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino, denominato anche in forma più breve “Chianti Valdarno Musei”, rinnovando la convenzione e confermando la collaborazione tra i soggetti istituzionali membri del Sistema. Oggi questa importante rete comprende i musei, le raccolte, le aree archeologiche, le strutture monumentali ed i parchi di proprietà comunale oppure di altri soggetti, quali ad esempio Diocesi o privati.

Gli obiettivi e le azioni di promozione, valorizzazione, comunicazione e coordinamento della rete sono molteplici. Il Sistema museale opera per promuovere il rafforzamento delle collaborazioni, di azioni ed attività comuni finalizzate al potenziamento della fruizione del patrimonio culturale mediante l’incremento dell'offerta, coopera per la ricerca e la razionalizzazione delle risorse al fine di supportare gli investimenti delle realtà territoriali e museali, realizza programmi di aggiornamento e di formazione per operatori museali sul tema della valorizzazione del patrimonio e della didattica museale; promuove un servizio coordinato di informazione e di promozione delle attività museali del territorio e, in particolare, calendari di eventi culturali, mostre ed iniziative estemporanee; collabora nel sostegno alle attività relative ai servizi educativi rivolti non solo alle scuole del territorio, ma ad un'utenza più ampia e diversificata possibile; attiva sinergie per lo sviluppo di iniziative che promuovano i musei come centri culturali con funzioni espositive e di ricerca collegati al contesto socio-culturale e produttivo del territorio; favorisce iniziative per la promozione del territorio e di tutte le sue emergenze storiche, artistiche ed architettoniche; promuove collaborazioni con la rete dei servizi turistici locali allo scopo di creare percorsi di visita ed itinerari turistici e culturali; rafforza gli strumenti in grado di diffondere la conoscenza del patrimonio museale anche al di fuori dei confini del territorio regionale; favorisce l’uso di linguaggi innovativi e delle nuove tecnologie nell’attività di valorizzazione e promozione del proprio patrimonio culturale e territoriale, anche attraverso la sinergia e l’interazione con le altre attività culturali.

In particolare il Sistema lavora per la promozione di un servizio coordinato di informazioni sullo stato delle attività museali del territorio e, in particolare, su calendari di eventi culturali, mostre, iniziative comuni. La promozione delle attività di valorizzazione avviene attraverso la predisposizione e l’aggiornamento del relativo sito web, la diffusione di una newsletter e la realizzazione di attività editoriali, tese alla creazione di depliant, pubblicazioni, guide monografiche, cataloghi, la realizzazione di una progettazione telematica dei musei attraverso un unico sito Internet del Sistema museale e l'utilizzo delle nuove tecnologie digitali; la promozione di una riconoscibilità unitaria del Sistema, attraverso progetti di segnaletica, totem informativi; l'organizzazione di eventi e incontri per dare maggiore visibilità al Sistema e favorire la conoscenza del suo patrimonio culturale; la realizzazione di progetti specifici per le scuole, per le fasce più deboli e più svantaggiate della popolazione e per un pubblico differenziato.


Ultimo aggiornamento

11/09/2026, 15:45

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri
Salta al contenuto